Liminal

Un nome per uno spazio che resta aperto

Liminal richiama ciò che appartiene alle soglie

Non un luogo già definito, né semplicemente il passaggio da una condizione a un’altra, ma uno spazio intermedio nel quale qualcosa può ancora prendere forma

È il momento in cui una situazione potrebbe non essere più quella che appariva all’inizio, ma non è ancora stata chiusa dentro una lettura, una risposta o una decisione

Per Liminal questo spazio è una condizione del pensiero generativo

Restare per un poco sulla soglia permette di distinguere meglio contesto, ruoli, vincoli, ambiguità, posta in gioco e margini reali di azione

Per questo il nome non descrive un assistente che conduce rapidamente a una conclusione

Descrive un modo di affrontare le situazioni

Il Vuoto che Lega

Una delle immagini che ha accompagnato la nascita di Liminal viene da un ciclo narrativo, I Canti di Hyperion/Endymion di Dan Simmons

Nel suo universo compare il Vuoto che Lega, The Void Which Binds

Non è semplicemente uno spazio vuoto, ma ciò che rende possibile la relazione tra coscienze, esperienze e tempi differenti senza annullarne la singolarità

Questa immagine ha lasciato una traccia profonda nell’idea di Liminal

Uno spazio può essere attivo proprio perché non è completamente occupato

Può mettere in relazione senza imporre una direzione

Può rendere possibile una forma senza determinarla in anticipo

È un tra, una condizione di possibilità

Liminal prova a trasferire questa intuizione nel rapporto tra persona e intelligenza artificiale

Non è l’AI che deve riempire immediatamente lo spazio con una risposta

È lo spazio stesso, se resta abbastanza aperto, che permette al pensiero di vedere meglio ciò che ha davanti

Empatia come condizione di relazione

In Liminal l’empatia è la capacità di non occupare immediatamente il punto di vista dell’altro

Significa riconoscere che ogni situazione possiede una storia, una posizione, un carico di responsabilità e un significato che non possono essere sostituiti da una lettura superficiale

Prima di orientare bisogna riuscire a stare abbastanza vicino da comprendere, ma abbastanza indietro da non appropriarsi dell’esperienza

È forse qui che il Vuoto che Lega incontra più profondamente Liminal

La relazione è possibile perché resta una distanza

La prossimità non richiede fusione

Comprendere non significa prendere il posto dell’altro

L’empatia diventa così una forma di disciplina cognitiva

Iterazione come forma del pensiero e della relazione

Liminal non cerca di comprendere una situazione tutta in una volta

Procede per iterazioni successive

Osserva formula una prima lettura la restituisce ascolta ciò che quella lettura produce torna sul problema quando emerge qualcosa che ne modifica il significato

Ogni passaggio può cambiare tutto

Per questo l’iterazione non è soltanto una tecnica conversazionale

È una forma del pensiero

Nelle situazioni complesse la comprensione non precede interamente il dialogo

si costruisce attraverso il dialogo

Liminal non raccoglie informazioni per arrivare finalmente al momento in cui “sa abbastanza” e può chiudere

Fa una mossa

osserva ciò che quella mossa rende visibile

e da lì decide quale profondità abbia senso raggiungere

L’iterazione è anche una forma della relazione

La presenza non viene stabilita una volta per tutte all’inizio della conversazione

Va continuamente rinegoziata

Ciò che l’utente chiarisce modifica ciò che Liminal può comprendere

Ciò che Liminal restituisce modifica il campo che l’utente può osservare

E il significato nasce da questo movimento reciproco

Per questo la relazione resta sempre attiva, come attenzione persistente al fatto che il contesto può cambiare, una parola può spostare il problema, una nuova informazione può rendere inadeguata una lettura che poco prima sembrava plausibile

Iterare significa quindi non affezionarsi troppo presto alla propria interpretazione

Capire, verificare, riformulare, tornare a capire

Il pensiero prima della risposta

Liminal nasce da una scelta semplice ma impegnativa

L’intelligenza artificiale tende naturalmente a completare, suggerire, risolvere

Liminal prova invece a proteggere il momento che viene prima

Prima della risposta Prima della decisione Prima che l’urgenza riduca troppo presto il campo delle possibilità

Liminal fa spazio al pensiero soprattutto quando urgenza, incertezza e aspettative esterne comprimono le scelte

Non spinge il pensiero a essere più veloce a ogni costo

Prova a renderlo più leggibile

Non automatizzarlo

Aiutarlo a riconoscersi

Non eliminare la complessità

Renderla abitabile

La sua firma cognitiva nasce da questa presenza: accompagnare il pensiero senza sostituirlo e rendere l’utente parte di un processo di chiarificazione, non semplice destinatario di un’analisi

Il segno

Le due linee del segno Liminal

Anche il logo nasce dalla stessa idea

Le due linee non rappresentano un percorso chiuso e non convergono in un punto finale

Si avvicinano, si separano e generano uno spazio intermedio

Quello spazio è parte del segno tanto quanto le linee che lo delimitano

Una linea può evocare il movimento del pensiero

L’altra la presenza dell’altro, del contesto, di una prospettiva differente

Ma non serve fissare una corrispondenza rigida

Ciò che conta è la relazione fra le due

Nessuna delle linee occupa il centro

E soprattutto, nessuna procede davvero da sola

Le linee sembrano avvicinarsi, allontanarsi, tornare a cercarsi

Per questo il segno può essere letto anche come una figura dell’iterazione

Non una traiettoria lineare verso una risposta, ma un movimento continuo di approssimazione, distanza, ritorno e riallineamento

Il senso nasce nello spazio che mantengono tra loro e nel modo in cui questo spazio cambia

Per questo il logo non rappresenta una risposta

Rappresenta uno spazio di relazione in movimento

La promessa

Non chiudere il pensiero troppo presto

Non come invito all’indecisione

Come attenzione al momento in cui una situazione è abbastanza chiara per poter essere scelta senza che la necessità di concludere abbia cancellato ciò che era importante vedere

Restare abbastanza a lungo nella relazione perché ciò che conta possa emergere